LA VECCHIAIA
Cosa volete che vi dica…. Non ci pensavo neppure, poi è successo che una persona sconosciuta mi parlasse utilizzando il “lei”. L’ho notato, ma senza pensarci più di tanto.
Poi, un po’ di tempo dopo, in autobus qualcuno mi ha chiesto se volevo sedermi e lì è stato proprio un colpo al cuore, che poi si è ripetuto sempre più spesso. Ed io a rispondere con gentilezza, ma con un atteggiamento a metà fra il meravigliato e l’offeso. Ma come? Chiedere ad una come me se volevo sedermi?
Il mio corpo mi ha parlato dopo, molto più tardi rispetto a questi episodi. E non mi riferisco a piccoli dolori fisici sparsi qua e là, ma ad una minore padronanza dei miei movimenti: per esempio, non ero sicura di scendere le scale facendo un passo dopo l’altro nel modo giusto, e se mettevo alla prova il mio equilibrio, magari rischiavo di cadere a terra. Ho iniziato a sentirmi più incerta, avevo bisogno di muovermi con più cautela, più lentamente.
Poi la mente. Ci possiamo scherzare, fare parodie, ma il fatto vero è che sfuggono le parole. Cerchi un nome e la mente non ne vuole proprio sapere di ricordarlo. Fai un gesto e dopo a chiederti se l’hai fatto.
Riesci a ricordarti almeno le cose importanti, ma tante altre si perdono, come se la selezione fosse diventata inesorabile.
E i ricordi lontani? Posso dirvi questo: è come trovarsi in una stanza piena di oggetti. Tu ne prendi diversi, quelli che per te sono significativi, li metti tutti in una valigia e li porti con te. Sono la tua storia, ed ogni tanto tu vai a visitarli, apri la valigia ed è come entrare in uno scenario. Rivedi persone, luoghi, episodi, riesci anche a rivivere emozioni, perfino i sensi richiamano sapori, odori, suoni….
I ricordi del passato lontano sono un tesoro inestimabile, sono proprio la tua storia, ci sei tu, niente di inventato.
Infine c’è Lei. Appare da lontano e poco a poco mi si avvicina e si siede accanto.
Lei mi permette tutto, direi che è discreta, ma io la sento in ogni dove, e mi sono accorta che da Lei sto imparando la relatività e l’intensità della vita. Da quando ho cominciato a sentirla, mi sono sentita più ricca. Si, perché fa pensare al futuro in sottrazione, e quindi rende più prezioso il presente e bellissimo il passato, quel bagaglio di ricordi di cui vi ho parlato che costituisce il mio tesoro. Tesoro di affetti, di cuore.
Ah…il cuore. Non vi ho parlato del cuore. Lo lascio per ultimo.
Perché in tutta questa storia, sapete, tutto lentamente cambia ma il cuore no, il cuore rimane sempre lo stesso.
E non c’è altro da dire.
