Storia di Elena

LA PAURA DI NON ESSERE ALL’ ALTEZZA

..E tutti che continuano a dirmi: “Perché non fai così? Perché non ti decidi? Perché non fai questa scelta? “…
Sai, con chiunque io parli, tutti pronti a indicarmi la strada, convinti che io ne sia capace.
Proprio tutti, soprattutto mia madre. Le è convinta che io sia in grado di fare qualsiasi cosa, e se non la faccio è perché magari ho solamente un carattere incerto, o pigro, o poco determinato. Ma non mette in discussione le mie capacità in cui ripone una fiducia incrollabile.
Fosse facile essere come si aspettano da me.
Sai una cosa? Anche io in fondo al mio cuore penso che “potrei essere in grado”, ma quando mi trovo di fronte ad un bivio, qualcosa si inceppa e mi fermo.
Sai una cosa? Anche io in fondo al mio cuore penso che “potrei essere in grado”, ma quando mi trovo di fronte ad un bivio, qualcosa si inceppa e mi fermo.
Io voglio da me la perfezione, voglio la sicurezza di non sbagliare, e, credimi, non per una questione di poco coinvolgimento o peggio ancora, di pigrizia….    No, il fatto è che, se facessi un errore, potrebbe franare la mia fragile autostima.
Se succedesse, potrei non fare altri tentativi, fino a diventare immobile. E’ questo che sento.
Tutti, anche mia madre, potrebbero pensare di avermi sopravvalutato e forse io stessa potrei avere la conferma di non essere poi così in gamba, e ti garantisco che non sarebbe piacevole.
Allora sai che cosa faccio? Continuo a prepararmi, studio tutte le possibilità, scandaglio le ipotesi, aumento le conoscenze, e questo serve a placare un po’ il mio senso di colpa e comunque giustifica il rimandare il fatidico momento in cui mi dovrei sentire “pronta”.
Se ci penso mi viene un po’ da sorridere, perché gioco con me stessa. Infatti cosa vuol dire, poi, sentirsi pronti? Quando mai ci si sente davvero pronti per fare un tuffo nella vita?
Ammetto che è impossibile raggiungere la completezza che vorrei, ogni volta che aggiungo un pezzo mi accorgo che ne mancano altri, come inseguire una scia luminosa che sfila via quando ti avvicini: si frammenta e ricompare un po’ più lontano. Ed io di nuovo a rincorrerla.
Bene, sai cosa ti dico? Mi devo concedere un atto di  “ragionevole incoscienza”.
Quello che mi permetterà di guardarmi come sono, naturalmente incompleta, ma comunque capace di spiccare finalmente il volo.
Io saprò, e tutti sapranno, che non sarò una rondine che disegna le sue traiettorie perfette nel cielo, ma un’adorabile creatura goffa e maldestra che ha chiuso gli occhi, ha fatto un grande respiro e…via.  Incontro alla sua vita.