LA SCELTA DI DIVENTARE GENITORI
Quando ho incontrato colui che sarebbe diventato mio marito, non posso dire di avere provato un tuffo al cuore. No, non è stato il classico colpo di fulmine, piuttosto una sensazione di allegra pace, come quando ci si trova in una casa accogliente e si sta bene a guardare il camino acceso. Ecco, è stato questo.
Poi, nel tempo, è stato trovarsi sempre più spesso e volentieri vicini, presi dalla gioia data dal riconoscersi e mettere insieme le cose che ci accomunavano. Poi ho scoperto il colore dei suoi occhi, il timbro della voce, l’odore della pelle.
Quando ci siamo sposati, abbiamo scelto una chiesa in un piccolo angolo di montagna, ben lontano da qualsiasi mondanità.
In questi anni la nostra vita è stata una costruzione di momenti intensi, alcuni belli e altri dolorosi; è stata un album di luoghi da visitare, di avventure da vivere, di storie di persone che sono diventate la nostra storia.
E gli anni sono passati. Rivedendoli, penso che sono stati anni molto belli.
Poi, è successo qualcosa.
E’ affiorata prima in modo sfocato, sullo sfondo delle nostre vite, poi è diventata sempre più nitida e vicina. Forse creata da una situazione casuale, o dalle parole di una persona, o da un’emozione che albergava in fondo al cuore di uno di noi due e che poi è scivolata all’altro. L’immagine di un bambino.
Un bambino nostro, nostro figlio.
E subito abbiamo sentito che non era semplice come pensavamo da ragazzi, immaginando la nostra famiglia futura. Anzi, a dirla tutta, siamo smarriti.
Noi saremo in grado di crescere un bambino?
Quanto cambierà la sua presenza delle nostre vite? Quanto cambierà di noi e delle nostre storie?
E soprattutto: noi ci conosciamo così come siamo oggi, sappiamo che stiamo bene così, con le nostre cose care conquistate nel corso del tempo faticosamente, con la nostra quotidianità piacevole e consolidata, anche prevedibile. Con la nostra libertà che deriva dal dovere rispondere solo di noi stessi..
E allora da dove viene questo nuovo desiderio, è un moto dell’animo o un ragionamento, è proprio nostro oppure deriva dal conformarsi alle leggi della natura e alle aspettative di chi ci circonda?
Io ora sento di avere bisogno di luce. Ma non ho moltissimo tempo per capire.
Sono certamente preoccupata, confusa.
Nello stesso tempo avverto una strana sensazione di fiducia, perché ho la percezione che dentro di me, da qualche parte, si trovano le mie risposte. E io devo solo cercarle, devo riannodare il filo del percorso della mia, della nostra strada.
